Centro di studi e piani economici
Ricerche
Ricerche

english version

   
 
Utras
 
 
Unità territoriali di recupero ambientale e storico culturale.
Una proposta per il territorio italiano (1994)
 
   


La ricerca UTRAS è una delle ricerche che il Centro di studi e piani economici ha sviluppato lungo parecchi anni, nel quadro della ricerca Quadroter (vedi).

Nell’ambito degli studi teorici sull’organizzazione della città e l’effetto urbano (dalle prime ricerche sulla “Città regione”, fino alle ricerche sui requisiti dei Sistemi urbani, portate avanti dal Centro di studi e piani economici sotto il coordinamento del prof. Franco Archibugi) e nell’ambito delle sperimentazioni che il Centro ha svolto sul territorio italiano in numerose occasioni (piani regionali, “Progetto 80Quadroter, etc.) si è consolidato un concetto ed un ambito di politica di recupero ambientale e storico culturale, che si è concluso con la identificazioni di speciali Unità territoriali di recupero ambientale e storico culturale (dette appunto UTRAS), di cui la presente ricerca rappresenta un tentativo, ed una proposta, applicabile al territorio italiano.

La ricerca (nella sua ultima versione del 1994), è stata svolta con il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ed anche del Programma Raffaello della Unione Europea. La ricerca ha dato luogo ad una pubblicazione del prof. Franco Archibugi in cui si affrontano gli aspetti teorici e pratici della identificazione e gestione delle UTRAS.

La ricerca ha concluso con la proposta di pianificazione di circa 300 strutture territoriali distribuite nel territorio italiano, per la qualificazione e il recupero ambientale e storico culturale. Esse sono state identificate e definite come componenti di una più generale politica nazionale dei Sistemi urbani ed erano state chiamate - nei documenti e nei lavori che hanno definito e propugnato tale politica - "strutture speciali sub-sistemiche" o "sotto-sistemi ambientali".

Il Rapporto di ricerca UTRAS di cui vedasi l’Indice) discute e definisce una politica per questi sub-sistemi, situandola nel quadro più ampio di una politica dei sistemi urbani, così come già definita (Capitolo primo).

Ma l'oggetto principale della ricerca è stato quello di definire meglio di quanto non sia fatto fino allora la natura e la tipologia delle unità sistemiche, ovviamente ad un livello generale e schematico (Capitolo secondo).

Nel capitolo primo, in una prima parte sono richiamati i principi e i metodi della politica dei sistemi urbani descrivendone - ancora una volta, per sommi capi e con rinvii alle fonti indicate, finalità e modalità di attuazione. E in una seconda parte si sono discusse meglio ragioni e strategie di intervento nelle suddette unità subsistemiche, considerate in se stesse.

Il rapporto si colloca pertanto in una linea di approfondimento critico della politica dei sistemi urbani e di un suo ulteriore approfondimento; linea di ricerca che il Centro di studi e piani economici ha percorso da moltissimi anni con contributi particolari dei ricercatori che intorno ad esso si sono via via raccolti.

Si veda anche la Mappa delle 300 UTRAS identificate dalla ricerca a scala nazionale, divisa per le tre grandi circoscrizioni del paese: Nord, Centro e Sud.

Infine si veda un campione di Scheda di composizione comunale di ciascuna UTRAS, di cui è composto il Catalogo delle UTRAS proposte, allegato alla ricerca.


Alcune riflessioni sui risultati della ricerca UTRAS.

Nella ricerca UTRAS in oggetto (1994) si è concepito come un primo passo verso l'approfondimento del tema, quello di una più dettagliata catalogazione di tali Sub-sistemi ambientali (che già vennero sommariamente identificati quando furono delimitate quelle aree del territorio nazionale che avrebbero funzionato come "Sistemi urbani").

La classificazione dei subsistemi si è intesa, infatti, sia in relazione ai Sistemi urbani, di cui i subsistemi sono parte, sia in rapporto al ruolo che, in termini di superficie complessiva e di "specificitá", detti sub-sistemi svolgono nel loro complesso, nella politica territoriale del Paese.

Trattandosi di aree vaste e numerose, ma disperse, poco popolate, di dimensioni unitarie ridotte e sovente dotate di caratteristiche regionali originali, si é pensato che la loro pianificazione fosse, non solo competenza esclusiva di Enti locali e Regioni, ma anche che non esistesse una scala superiore a quella locale, idonea ad affrontare i loro problemi.

A queste considerazioni, pur accettabili in via generale, se ne devono però aggiungere altre che ne attenuano la portata.

Non v'é dubbio infatti che la scala piú idonea alla pianificazione dei singoli subsistemi ambientali possa essere quella regionale; né vi è dubbio che sia opportuno assegnare alle Regioni ampie competenze nel redigere e/o nel coordinare tali piani. Tuttavia non bisogna trascurare le potenzialità insite in una politica nazionale che affronti secondo una strategia unitaria la pianificazione dei subsistemi ambientali urbani - per quanto le sue modalitá e il livello di dettaglio rimangano tutti da definire. Si tenga infatti conto che la maggior parte del territorio nazionale ricade nell'ambito delle aree libere.

Questa azione programmata andrebbe innestata su una più generale politica dei Sistemi ambientali per poi articolarsi, anche autonomamente, e magari a livello nazionale, secondo modalità che fra l'altro è oggetto di questo studio delineare. L'effetto principale di una tale politica vuole essere un positivo intervento nel recupero e nella tutela dell'ambiente e del patrimonio storico e culturale.

Tuttavia, per quanto sia corretto porre questo obiettivo esplicitamente al primo posto tra quelli di una politica dei subsistemi ambientali, é altresì necessario sottolineare che tale azione non viene intesa nei suoi esclusivi connotati di politica per l'ambiente, ma come parte della complessiva strategia di urbanizzazione del territorio nazionale. D'altronde é bene anticipare fin d'ora che una strategia di recupero, funzionale all'economia della città, delle aree periferiche e dei Subsistemi ambientali, rappresenta un'idea guida del presente lavoro.

Si possono scorgere due motivi essenziali e tra loro collegati per i quali é auspicabile e possibile, una politica dei Subsistemi ambientali:

? a causa della notevole porzione di superficie del territorio nazionale compresa entro i confini dei Subsistemi ambientali, le funzioni da esso svolte nel suo complesso, non possono sfuggire all'attenzione della pianificazione nazionale;
? poiché tali aree vanno valorizzate e gestite con l'idea che costituiscono un patrimonio nazionale, e non solo locale, a causa delle funzioni ambientali e storico culturali da esse svolte.

In particolare si può fin d'ora affermare che in linea di principio, mentre la politica dei Sistemi urbani mira alla realizzazione dell'effetto città in tutte le aree facenti parte del sistema, la politica dei Subsistemi ambientali ha per oggetto principale gli aspetti ambientali, intesi anche come salvaguardia di specificità naturali, storiche e culturali locali.

Lo studio di una tassonomia operativa dei Subsistemi ambientali, la cui realizzazione costituisce un'operazione propedeutica alla ricerca di linee programmatiche comuni, si integra perciò nella più generale e onnicomprensiva politica delle città e la completa ponendo l'enfasi sulle componenti ambientali.


   
   
   
 
         




       
finalità e attività Attività formativa Convegni Ricerche
SISP Pubblicazioni Sede Home page